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Poesia, corpo e vittoria condivisa

Il suo sperma bevuto dalle mie labbraera la comuni...

Il suo sperma bevuto dalle mie labbraera la comunione con la terra.Bevevo con la mia magnificaesultanzaguardando i suoi occhi neriche fuggivano come gazzelle.E mai coltre fu più calda e lontanae mai fu più feroceil piacere dentro la carne.Ci spezzavamo in duecome il timone di una naveche si era aperta per un lungo viaggio.Avevamo con noi i viveriper molti anni ancorai baci e le speranzee non credevamo più in Dioperché eravamo felici.

💡 Riflessione AI

Un'immagine potente che fonde eros, natura e comunione: il corpo come campo di gioco dove si segnano vittorie intime e spirituali. In chiave sportiva diventa la celebrazione dell'abbraccio tra compagni e della felicità che nasce dal gioco.


Frasi di Alda Merini


Significato Profondo

La citazione manifesta una fusione estrema tra l'eros e la sacralità della terra: l'atto fisico diventa rito di partecipazione al mondo e dichiarazione di appartenenza. L'immagine del bere e del piacere corporeo è al tempo stesso materia sensoriale e simbolo di una comunione che rinnova l'identità, annienta le distanze e mette al bando la trascendenza astratta a favore della gioia presente.

In chiave sportiva (basket/vita) il testo si può leggere come metafora della complementarità fra due giocatori o fra squadra e gioco: l'intensità degli scambi, i tiri condivisi, la fiducia che sostituisce le certezze esterne. La “felicità” finale è il senso di squadra che rende secondarie le credenze individuali, perché conta la vittoria collettiva e la coesione dentro la fatica.
Versione Originale

"Il suo sperma bevuto dalle mie labbra era la comunione con la terra. Bevevo con la mia magnifica esultanza guardando i suoi occhi neri che fuggivano come gazzelle. E mai coltre fu più calda e lontana e mai fu più feroce il piacere dentro la carne. Ci spezzavamo in due come il timone di una nave che si era aperta per un lungo viaggio. Avevamo con noi i viveri per molti anni ancora i baci e le speranze e non credevamo più in Dio perché eravamo felici."

Origine e Contesto

Alda Merini (1931-2009) è una delle voci più intense della poesia italiana del XX secolo; la sua opera nasce dall'esperienza personale, anche drammatica, di internamento e di marginalità, e sviluppa temi ricorrenti come l'erotismo, la follia, la spiritualità e la vita quotidiana. Questa miscela di sacro e profano è tipica del suo periodo maturo e riflette una poetica che rifiuta i confini netti tra corpo e anima.

Fonte: La citazione è attribuita ad Alda Merini ma compare spesso in raccolte e citazioni diffuse; la fonte tipografica precisa non è sempre documentata nelle versioni online. Per un uso accademico è consigliabile verificare l'edizione critica delle raccolte dell'autrice.

Impatto e Attualità

La frase rimane attuale perché parla di corporeità e relazione in un'epoca che riporta al centro la dimensione del contatto umano, della squadra e della resilienza collettiva. Nei contesti sportivi serve a ricordare che la prestazione coinvolge non solo tecnica, ma anche legami emotivi: i 'tiri' diventano gesti di fiducia e i fallimenti sono rotture che si ricompongono insieme.

Esempi di Utilizzo

  • Intervento motivazionale in una squadra di basket: immaginare il gioco come comunione e i tiri come atti di fiducia reciproca.
  • Analisi di un allenamento: descrivere la sinergia tra due giocatori come un'intimità che alimenta la performance collettiva.
  • Testo giornalistico sportivo: usare la metafora della terra e del nutrimento per raccontare la crescita di un progetto sportivo condiviso.

Variazioni e Sinonimi

  • Bere l'amore come nutrimento della terra
  • La gioia condivisa che supera ogni credo
  • Spezzarsi per un viaggio comune e ritrovarsi
  • Il piacere fisico come rito di appartenenza

Domande Frequenti (FAQ)

Q: È una frase sessualmente esplicita?

Sì, il linguaggio è esplicito, ma nella lettura poetica assume valore simbolico e rituale; in contesti sportivi si interpreta metaforicamente.

Q: Si può utilizzare in un contesto sportivo o educativo?

Sì, se presentata con chiarezza interpretativa e contestualizzata come metafora di squadra, fiducia e comunione; evitare usi inappropriati davanti a minorenni senza adeguata mediazione.

Q: Da quale opera di Alda Merini proviene esattamente?

La citazione è attribuita a Merini ma le fonti tipografiche precise sono spesso non documentate online; per citazioni ufficiali è consigliabile consultare edizioni critiche.

Q: Come citarla correttamente in un articolo?

Attribuire sempre ad Alda Merini; se possibile indicare l'opera e l'edizione consultata; se la fonte non è verificabile, segnalarlo chiaramente.

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Curiosità

Alda Merini è nota per la capacità di mescolare sacro e profano in immagini forti e immediate; la sua esperienza personale — inclusi periodi di ricovero psichiatrico — ha profondamente influenzato la sua poesia, rendendola simbolo di autenticità e resistenza nella letteratura italiana contemporanea.


    Le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta.

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