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Frases de Tito Livio

Frasi di Tito Livio

È stato uno storico romano, autore della Ab Urbe condita, una storia di Roma dalla sua fondazione fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto.

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📖 Biografia e Stile

Tito Livio, nato a Patavium (l'odierna Padova) alla fine del I secolo a.C., è il più noto storico romano dell'età augustea. Con uno stile narrativo ricco di pathos e di esempi morali, compose l'imponente Ab Urbe condita, un progetto storiografico volto a raccontare le origini e la grandezza di Roma.

Pur vivendo in un'epoca di grandi trasformazioni politiche, Livio elaborò una storia che fu insieme annalistica e ideale: racconti eroici, gesti esemplari e riflessioni morali destinati a forgiare il carattere civile dei suoi lettori. La sua opera, grandiosa ma in gran parte perduta, ha influenzato la ricezione di Roma fino all'età moderna.

✨ Stile e Filosofia: Narrazione epica e moralizzante, ricca di esempi (exempla) e retorica; combina annalistica romana con fervore patriotico, finalizzata a formare il carattere civico e a esaltare le virtù romane.

⏳ Cronologia

59 a.C. Nascita a Patavium (Padova), secondo la tradizione.
ca. 27–9 a.C. Composizione della maggior parte dell'Ab Urbe condita durante l'età augustea.
9 a.C. La narrazione dell'Ab Urbe condita arriva, cronologicamente, fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto.
17 d.C. Morte a Patavium; conclusione della vita dell'autore.
Secoli successivi Molti libri dell'opera vanno perduti: su 142 libri originali ne sono giunti soltanto 35.

💡 Lo sapevi che...

  • L'opera originaria di Livio comprendeva circa 142 libri; ne sono giunti integri solo 35.
  • Proviene da Patavium: pur trattando la storia di Roma, mantenne legami con la sua città natale.
  • Il suo uso degli 'esempla' come strumento morale influenzò profondamente la storiografia e l'educazione civica nel Rinascimento.

📚 Opere Principali

Ab Urbe condita libri (La storia di Roma) Praefatio ad Ab Urbe condita (Prefazione) Opere minori e frammenti (perduti)

  • Nessuna lealtà è dovuta a un traditore.


  • Chi sprezza la gloria vana avrà la vera gloria.


  • Nei tempi nostri non vi è tanto pericolo dai nemici in armi, quanto dai piaceri che da ogni parte sono sparsi.


  • Per i barbari la fedeltà gira al girare della fortuna.


  • Le grandi ambizioni rendono grandi gli animi.


  • Le decisioni sono le situazioni ad imporle agli uomini piuttosto che gli uomini alle situazioni.


  • Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati.


  • La paura di una minaccia esterna, massima garanzia di concordia, teneva uniti gli animi, anche se non mancavano reciproci sospetti e ostilità.


  • Si dice che la verità è destinata a soffrire, ma non si estingue mai.


  • A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura; la fretta è sconsiderata e cieca.


  • L’arroganza si limita solo alle parole.


  • Riguardo all’arroganza, i violenti la soffrono, ma i saggi la deridono.


  • Quando la situazione è a noi favorevole, non si deve agire contro qualcuno con arroganza o violenza.


  • E non è solo il successo che insegna ‐ il successo è il maestro degli stolti ‐ ma anche la strategia razionale.


  • Coloro ai quali per la prima volta arride il successo impazziscono perché non sanno padroneggiare la loro gioia.


  • La libertà corre gravi pericoli a causa di inganni e tradimenti.


  • Contro individui concordi, anche la potenza dei re s’infrange: ma la discordia e la sedizione offrono infiniti vantaggi agli avversari.


  • La peggiore delle vergogne è quella della parsimonia e della povertà.


  • L’invidia, come il fuoco, si dirige sempre verso i posti più elevati.


  • Se non c’è volontà non c’è colpa.


  • La città è travagliata da questi due vizi: l’avarizia e la lussuria; e queste pesti hanno rovinato tutte le grandi cose dell’impero.


  • L’invidia è cieca, né altro sa fare che sminuire il valore altrui, corrompendo gli onori ed i meriti che uno si merita.


  • L’ira e la speranza guidano ad errori.


  • Dà tempo all’ira. Spesso l’indugio non toglie la forza: ma alle forze aggiunge il ragionevole consiglio.


  • Il bene comune è la grande catena che lega insieme gli uomini nella società.


  • A poco serve l’ira se non è sostenuta da adeguate forze.


  • La città è afflitta da due vizi tra loro opposti, l’avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.


  • Publio Cornelio Scipione Emiliano ridiede all’esercito una rigorossima disciplina militare, scacciando dal campo duemila prostitute.


  • La guerra si nutre da sola.


  • Le avversità ricordano agli uomini i doveri religiosi.


  • È difficile che rifletta sulle incertezze del caso, colui che mai è stato abbandonato dalla fortuna.


  • Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui gli amministrati godono di benessere.


  • Chi sfacciatamente nega cose certe, merita meno perdono.


  • L’avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.


  • Se nel breve momento utile a cogliere un’occasione, la cui opportunità passa e poi vola via, si esita, inutilmente si va poi alla ricerca della circostanza perduta.


  • Non scambiare la felicità di molti anni col rischio di un'ora.


  • Dimentichiamo quello che è già successo, perché ci si può lamentare, ma non tornare indietro.


  • In grandipericoli e quando la speranza è scarsa, i consigli più audaci sono i più sicuri.