Nessuna lealtà è dovuta a un traditore.
📖 Biografia e Stile
Tito Livio, nato a Patavium (l'odierna Padova) alla fine del I secolo a.C., è il più noto storico romano dell'età augustea. Con uno stile narrativo ricco di pathos e di esempi morali, compose l'imponente Ab Urbe condita, un progetto storiografico volto a raccontare le origini e la grandezza di Roma.
Pur vivendo in un'epoca di grandi trasformazioni politiche, Livio elaborò una storia che fu insieme annalistica e ideale: racconti eroici, gesti esemplari e riflessioni morali destinati a forgiare il carattere civile dei suoi lettori. La sua opera, grandiosa ma in gran parte perduta, ha influenzato la ricezione di Roma fino all'età moderna.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- L'opera originaria di Livio comprendeva circa 142 libri; ne sono giunti integri solo 35.
- Proviene da Patavium: pur trattando la storia di Roma, mantenne legami con la sua città natale.
- Il suo uso degli 'esempla' come strumento morale influenzò profondamente la storiografia e l'educazione civica nel Rinascimento.
📚 Opere Principali
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Chi sprezza la gloria vana avrà la vera gloria.
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Nei tempi nostri non vi è tanto pericolo dai nemici in armi, quanto dai piaceri che da ogni parte sono sparsi.
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Per i barbari la fedeltà gira al girare della fortuna.
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Le grandi ambizioni rendono grandi gli animi.
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Le decisioni sono le situazioni ad imporle agli uomini piuttosto che gli uomini alle situazioni.
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Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati.
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La paura di una minaccia esterna, massima garanzia di concordia, teneva uniti gli animi, anche se non mancavano reciproci sospetti e ostilità.
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Si dice che la verità è destinata a soffrire, ma non si estingue mai.
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A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura; la fretta è sconsiderata e cieca.
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L’arroganza si limita solo alle parole.
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Riguardo all’arroganza, i violenti la soffrono, ma i saggi la deridono.
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Quando la situazione è a noi favorevole, non si deve agire contro qualcuno con arroganza o violenza.
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E non è solo il successo che insegna ‐ il successo è il maestro degli stolti ‐ ma anche la strategia razionale.
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Coloro ai quali per la prima volta arride il successo impazziscono perché non sanno padroneggiare la loro gioia.
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La libertà corre gravi pericoli a causa di inganni e tradimenti.
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Contro individui concordi, anche la potenza dei re s’infrange: ma la discordia e la sedizione offrono infiniti vantaggi agli avversari.
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La peggiore delle vergogne è quella della parsimonia e della povertà.
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L’invidia, come il fuoco, si dirige sempre verso i posti più elevati.
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Se non c’è volontà non c’è colpa.
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La città è travagliata da questi due vizi: l’avarizia e la lussuria; e queste pesti hanno rovinato tutte le grandi cose dell’impero.
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L’invidia è cieca, né altro sa fare che sminuire il valore altrui, corrompendo gli onori ed i meriti che uno si merita.
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L’ira e la speranza guidano ad errori.
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Dà tempo all’ira. Spesso l’indugio non toglie la forza: ma alle forze aggiunge il ragionevole consiglio.
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Il bene comune è la grande catena che lega insieme gli uomini nella società.
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A poco serve l’ira se non è sostenuta da adeguate forze.
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La città è afflitta da due vizi tra loro opposti, l’avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.
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Publio Cornelio Scipione Emiliano ridiede all’esercito una rigorossima disciplina militare, scacciando dal campo duemila prostitute.
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La guerra si nutre da sola.
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Le avversità ricordano agli uomini i doveri religiosi.
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È difficile che rifletta sulle incertezze del caso, colui che mai è stato abbandonato dalla fortuna.
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Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui gli amministrati godono di benessere.
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Chi sfacciatamente nega cose certe, merita meno perdono.
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L’avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.
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Se nel breve momento utile a cogliere un’occasione, la cui opportunità passa e poi vola via, si esita, inutilmente si va poi alla ricerca della circostanza perduta.
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Non scambiare la felicità di molti anni col rischio di un'ora.
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Dimentichiamo quello che è già successo, perché ci si può lamentare, ma non tornare indietro.
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In grandipericoli e quando la speranza è scarsa, i consigli più audaci sono i più sicuri.