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Frases de Jean de La Bruyère

Frasi di Jean de La Bruyère

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📖 Biografia e Stile

Jean de La Bruyère (1645–1696) è stato uno dei maggiori moralisti francesi del secolo XVII. Nato a Parigi, coltivò studi giuridici e si fece strada negli ambienti aristocratici come precettore e osservatore della vita di corte. La sua arguta capacità di ritrarre vizi, manie e contraddizioni sociali lo rese figura centrale del pensiero satirico e morale.

La sua opera principale, Les Caractères, composta di ritratti, massime e aforismi, offrì un ritratto impietoso e insieme elegante della società del suo tempo. Pur evitando la retorica grandiosa, La Bruyère con stile conciso e tagliente influenzò profondamente la tradizione aforistica francese e il genere dei caratteri morali.

✨ Stile e Filosofia: Stile aforistico, lucido e satirico; predilige ritratti morali, ironia e osservazione sociale. Temi: vizi, ipocrisie, relazioni di corte, natura umana e buona educazione.

⏳ Cronologia

1645 Nascita a Parigi il 16 agosto 1645.
1660s Compie studi giuridici e inizia a frequentare salotti letterari; diventa precettore presso una famiglia nobile, entrando in contatto con l'aristocrazia.
1688 Pubblicazione della prima edizione di Les Caractères, opera che lo consacra come moralista e osservatore della società.
1690s Più edizioni e revisioni di Les Caractères; l'opera suscita ammirazione e controversie, inducendo l'autore a rivedere e moderare passaggi polemici.
1696 Morte a Parigi l'11 maggio 1696; la sua opera continua a esercitare influenza sulla saggistica morale e sugli aforismi.

💡 Lo sapevi che...

  • Il titolo Les Caractères richiama la tradizione di Teofrasto: ritratti morali e tipi umani, adattati al contesto francese del XVII secolo.
  • La Bruyère rivedette ripetutamente l'opera per attenuare attacchi personali e controversie: molte edizioni successive contengono tagli e modifiche.
  • Pur essendo osservatore implacabile, visse una vita relativamente riservata, senza grandi cariche pubbliche né ricerca smodata di fama.

📚 Opere Principali

Les Caractères, ou les Mœurs de ce siècle (1688) Œuvres complètes (edizioni postume e raccolte) Ritratti e frammenti raccolti nelle varie edizioni di Les Caractères

  • Cessare d’amare: ecco una prova sensibile che l’uomo è imperfetto e che il cuore ha i suoi limiti.


  • Soffrire per l’assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia.


  • In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti.


  • Due persone non possono essere amiche se non riescono a perdonarsi i piccoli difetti l’un l’altro.


  • Un bel viso è il più bello di tutti i panorami.


  • Lo schiavo ha un solo padrone; l’ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna.


  • L’armonia più dolce è il suono della voce di colei che amiamo.


  • La maggioranza delle persone impiega la prima metà della propria vita a rendere infelice la seconda metà.


  • Ridere delle persone di buon senso è il privilegio degli sciocchi.


  • Coloro che fanno il peggior uso del loro tempo sono i primi a lamentarsi della sua brevità.


  • Un devoto è colui che sotto un re ateo sarebbe ateo.


  • Sono sicuro che la vera devozione sia la fonte del riposo; essa aiuta a sopportare la vita e rende dolce la morte: non si ricava altrettanto dall’ipocrisia.


  • I bambini non hanno né passato né futuro; si godono il presente, cosa che pochissimi di noi fanno.


  • La modestia sta al merito come le ombre stanno alle figure di un quadro: gli dà forza e risalto.


  • Gloria e merito di alcuni è scrivere bene; e di altri non scrivere affatto.


  • La falsa modestia è l’apoteosi della vanità.


  • Una bella donna che abbia le qualità di un gentiluomo è quanto c’è al mondo di più delizioso da frequentare: in lei si trova tutto il merito di ambedue i sessi.


  • Nella pura amicizia c’è un piacere che non possono provare quanti sono nati mediocri.


  • Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità.


  • Quanta arte per recuperare la naturalezza. Quanto tempo, quante regole, quanta attenzione e quanto lavoro per danzare con la stessa libertà e la stessa grazia con cui si sa camminare, per cantare come si parla, per parlare ed esprimersi come si pensa, per iniettare in un discorso studiato, e da pronunciare in pubblico, la stessa forza, vivacità, passione e persuasione che si ha, talvolta spontaneamente e senza preparazione, nei colloqui più familiari!


  • Non si devono giudicare gli uomini come si giudica un quadro o una statua, a un primo e unico sguardo; c’è un’interiorità e un animo che occorre approfondire.


  • La generosità consiste meno nel dare molto che nel dare a proposito.


  • Gli uomini arrossiscono meno per i loro crimini che per le loro debolezze e vanità.


  • Se la povertà è madre del crimine, la stupidità ne è il padre.


  • Il mestiere della parola somiglia per un verso a quello della guerra: c’è più rischio che in altri, ma la fortuna vi è più rapida.


  • Si prova piacere incontrando lo sguardo di qualcuno a cui si è appena fatto un dono.


  • Ridere degli uomini di buon senso è privilegio degli sciocchi.


  • L’avaro spende più da morto in un sol giorno di quanto facesse da vivo in dieci anni; e il suo erede spende più in dieci mesi di quanto non abbia saputo fare lui durante tutta la vita.


  • Se non avete tralasciato nulla per fare fortuna, che impresa! Se avete trascurato il più piccolo dettaglio, che rammarico!


  • Salute e ricchezze, evitando agli uomini l’esperienza del male, ispirano loro durezza nei confronti dei loro simili; e le persone già provate dalle proprie sventure sono quelle che nella compassione più condividono quelle altrui.


  • Vi sono cose la cui la mediocrità è insopportabile: la poesia, la musica, la pittura, l’eloquenza.


  • Si è solleciti nel riconoscere i propri minimi pregi, e lenti nel sondare i propri difetti: non si ignora di aver belle sopracciglia, unghie ben fatte; a stento si sa di essere guerci; non si sa assolutamente di mancare d’intelligenza.


  • I giovani per via delle passioni che li distraggono s'adattano meglio dei vecchi alla solitudine.


  • Nelle donne tutto pepe la pigrizia è un presagio d'amore.


  • Farsi un nome con un'opera perfetta non è così facile come far valere un'opera mediocre con il nome che ci si è già fatti.


  • V'è in alcuni uomini una certa mediocrità di spirito che contribuisce a renderli saggi.


  • Il rimpiangere chi si ama è un bene, paragonato al vivere con chi si odia.


  • Un colpevole punito è un esempio per il popolo; un innocente punito è reattore che riguarda tutte le persone oneste.


  • Percepiamo che inizia l'amore quando diminuisce l'imbarazzo nello stare soli assieme.


  • La modestia è una forma raffinata di vanità. È una menzogna.