Frasi di Ambrose Bierce

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Cristiano: Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri.
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Diluvio universale: Primo notevole tentativo di battesimo; risciacquò i peccati e i peccatori del mondo.
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Follia: Quel dono e facoltà divina la cui creativa e sovrana energia ispira la mente dell’uomo, guida le sue azioni e adorna la sua vita.
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Gratitudine (s.f.). Un sentimento che sta a metà strada fra il beneficio ricevuto e quello previsto o atteso.
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Manchevolezza. Termine che serve a designare le colpe che io posso aver commesso a differenza delle tue che sono senz’altro atti criminali.
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Compromesso: La composizione di un conflitto di interessi che dà a entrambi i contendenti la soddisfazione di pensare di aver ottenuto qualcosa di insperato, e di perdere soltanto entro i limiti del dovuto.
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Astinente (agg.). Dicesi di persona debole che non sa resistere alla tentazione di negarsi un piacere.
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Debosciato: Termine usato per denigrare chi abbia perseguito il piacere con tanta assiduità che gli è capitata la sfortuna di raggiungerlo veramente.
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Elogio (s.m.). Apprezzamento riservato a chi gode i vantaggi di essere ricco e potente, o il privilegio di essere morto.
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Istruzione: Quella dote che spiega al saggio e nasconde allo stolto i motivi della loro incapacità di capire.
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Destino: Misteriosa entità che dovrebbe controllare tutte le sorti umane e che viene invocata soprattutto da chi sbaglia per scusare il proprio insuccesso e dai tiranni per giustificare i propri crimini.
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Quando gli sciocchi chiedono un consiglio è soltanto perché sperano di sentirsi approvare la decisione che essi hanno già preso.
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Consultare (v. tr.). Consiste nel richiedere l’approvazione altrui in merito a una decisione già adottata.
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Dandy (s.m.). Dicesi di chi professa un’opinione singolare dei propri meriti, accentuando la propria eccentricità con gli abiti.
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Pregare: Pretendere che le leggi dell’universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno.
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Bruttezza: Dono che gli dei fanno a certe donne, e che rende possibile la virtù senza l’esercizio dell’umiltà.
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Dilettante: Pubblica calamità che scambia il gusto con il talento e confonde la sua ambizione con le sue capacità effettive.
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Lode (s.f.) Omaggio da noi reso a opere che somigliano alle nostre, ma ma naturalmente non le eguagliano.