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Due cose rendono l'uomo perfetto

Due cose, l’amore di Dio e del prossimo, rendono...

Due cose, l’amore di Dio e del prossimo, rendono l’uomo perfetto.

💡 Riflessione AI

La perfezione non è un risultato tecnico ma una disposizione del cuore: amare Dio e il prossimo plasma il carattere. Nello sport, questo si traduce in gioco corale, rispetto e responsabilità verso la squadra e la comunità.



Significato Profondo

La frase mette al centro due moventi fondamentali della vita morale: l'amore verso il divino come orientamento trascendente e l'amore verso il prossimo come pratica concreta della carità. In termini educativi, la perfezione non è un traguardo assoluto ma il frutto di una vita ordinata dall'amore, che tempera l'ego e orienta le azioni verso il bene comune.
Nel contesto sportivo, la frase significa che l'atleta completo è quello che unisce disciplina interiore (una 'vocazione' o senso superiore del gioco) con cura per i compagni, gli avversari e la comunità. Errori tecnici (tiri sbagliati, decisioni errate) perdono peso quando motivazioni e comportamenti restano guidati da rispetto, solidarietà e responsabilità: i 'tiri' e gli eventuali 'fallimenti' vanno letti in chiave metaforica come opportunità di crescita collettiva.
Versione Originale

"Duae res hominem perficiunt: amor Dei et proximi."

Origine e Contesto

Sant'Antonio da Padova (1195–1231), nato a Lisbona e divenuto frate francescano, fu un predicatore e teologo molto influente del XIII secolo. Le sue omelie e insegnamenti, composti in latino, furono raccolti nei 'Sermones' e nelle 'Opuscula'. La sua fama di sapienza e pietà portò a una rapida canonizzazione nel 1232. Molte massime morali che gli si attribuiscono circolano nelle raccolte agiografiche e nelle compilazioni di detti francescani.

Fonte: Attribuita ai 'Sermones' di Sant'Antonio da Padova — formulazione ricorrente nelle raccolte di prediche e massime morali del XIII secolo.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché offre un criterio semplice per valutare l'etica individuale e collettiva: nella società contemporanea e nello sport professionistico, dove il successo tecnico spesso domina, ricordare che il fine è anche relazionale favorisce integrazione, fair play e responsabilità sociale. Squadre che fanno della cura reciproca e dell'impegno verso la comunità un valore ottengono spesso miglior coesione e risultati sostenibili nel tempo.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore prima della partita ricorda che vincere conta, ma l'amore per la squadra e il rispetto degli avversari definiscono il valore del gioco: i tiri sbagliati non cancellano l'impegno collettivo.
  • Una guardia che perde fiducia per i tiri forzati usa la frase come promemoria: trasformare la frustrazione in assist e sostegno ai compagni è una forma di perfezione sportiva.
  • Un programma giovanile usa la massima come motto: oltre alla tecnica e alla vittoria, l'altruismo e il servizio alla comunità (eventi sociali, volontariato) sono parte integrante dell'allenamento.

Variazioni e Sinonimi

  • Ama Dio e ama il tuo prossimo
  • L'amore di Dio e del prossimo compie l'uomo
  • La perfezione sta nell'amare Dio e gli altri
  • Carità verso Dio e il prossimo: la vera pienezza
  • Essere completi significa amare Dio e il prossimo

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è autentica di Sant'Antonio?

La formula è attribuita alle sue prediche raccolte nei 'Sermones' in latino; molte versioni brevi circolano come sintesi della sua dottrina morale.

Q: Come si applica questa idea nel basket?

Significa privilegiare il gioco di squadra, il rispetto reciproco e l'impegno verso la comunità: i risultati tecnici seguono quando il gruppo è unito da valori condivisi.

Q: Cosa si intende per 'prossimo' nello sport?

Il 'prossimo' comprende compagni, avversari, staff e la comunità locale: riguarda rispetto, cura e responsabilità verso chi condivide il campo e la vita sportiva.

Q: Posso usare questa frase come motto di allenamento?

Sì: funziona come promemoria etico che valorizza disciplina, solidarietà e servizio oltre la mera performance tecnica.

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Curiosità

Sant'Antonio è patrono degli oggetti perduti e fu proclamato Dottore della Chiesa da Pio XII nel 1946 per la sua dottrina e predicazione. Molte brevi massime che gli si attribuiscono sono sintetizzazioni delle sue omelie, tramandate e adattate nel tempo.


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