Parole non dette: sguardi e abbracci
Ci sono parole non dette nello scambio di due sguardi che aspettano un abbraccio per essere sentite.
💡 Riflessione AI
Nel silenzio tra due sguardi si nasconde una comunicazione più vera di mille parole; nello sport come nella vita, un abbraccio traduce quello che il cuore non osa dire. È l'istante in cui la squadra e l'empatia diventano linguaggio condiviso.
Significato Profondo
In chiave formativa, la citazione invita a riconoscere l'importanza dei segnali non verbali nella crescita personale e di squadra: allenatori e atleti imparano a interpretare pause, occhi e gesti come elementi fondamentali della comunicazione, trasformando l'affetto e il rispetto in leve motivazionali nei momenti decisivi di una partita e nella vita quotidiana.
"Ci sono parole non dette nello scambio di due sguardi che aspettano un abbraccio per essere sentite."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Sergio Rimondot; la fonte originale specifica (libro, discorso o opera pubblicata) non è documentata pubblicamente. La frase è soprattutto diffusa tramite condivisioni online e contesti sportivi/commemorativi.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In una partita di basket, due compagni si scambiano uno sguardo prima di un pick-and-roll: senza parlare, capiscono il timing e l'esecuzione.
- ✓ Dopo una sconfitta dura, l'allenatore passa tra i giocatori restando in silenzio; un abbraccio collettivo sostituisce il discorso motivazionale, comunicando sostegno.
- ✓ Fuori dal campo, una famiglia di un atleta comprende la fatica e lo sostiene con uno sguardo e un abbraccio, trasformando l'empatia in energia per il prossimo allenamento.
Variazioni e Sinonimi
- • Lo sguardo che parla più delle parole
- • Un abbraccio che chiude il silenzio
- • Il silenzio compreso tra due occhi
- • La comunicazione che non ha bisogno di voce
- • Quando uno sguardo vale una parola e un abbraccio la conferma
Domande Frequenti (FAQ)
Indica che la comunicazione non verbale—sguardi, gesti, abbracci—è fondamentale per creare intesa e motivazione tra i compagni di squadra.
Usala come titolo per articoli motivazionali, didascalie di foto di squadra o come spunto per discorsi nello spogliatoio che valorizzano l'empatia e il gruppo.
La frase è attribuita a Sergio Rimondot nella maggior parte delle condivisioni, ma non è collegata in maniera univoca a un'opera pubblicata formalmente.
Perché il basket richiede sincronizzazione e fiducia tangibile: sguardi e gesti consolidano la lettura dell'azione e rafforzano la coesione, qualità essenziali anche nella vita quotidiana.
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