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La fortuna: arbitro cieco del gioco

Questa che chiamiamo fortuna, è una donnaubriaca ...

Questa che chiamiamo fortuna, è una donnaubriaca e capricciosa, ma soprattutto cieca, e così non vede ciò che fa, né sa chi getta nella polvere né chi invece porta sugli altari.

💡 Riflessione AI

La fortuna è descritta come una donna capricciosa e cieca: un promemoria che il caso governa molti esiti, ma non annulla la responsabilità di chi gioca. Nel basket e nella vita, riconoscere la loro imprevedibilità aiuta a trasformare la sorte in strategia.


Frasi di Miguel de Cervantes


Significato Profondo

La frase personifica la fortuna come una donna ubriaca, capricciosa e soprattutto cieca: un'immagine che sottolinea l'arbitrarietà degli eventi e la mancanza di giustizia intrinseca nel caso. In termini pratici, significa che ciò che chiamiamo successo o rovina non sempre è il frutto di merito o colpa evidente, ma spesso di circostanze esterne e imprevedibili. Nel tono educativo, la citazione invita a una lettura dichiara: non vanno confuse responsabilità e coincidenze, ma vanno comprese entrambe per agire con intelligenza.
Versione Originale

"«Esa que llamamos Fortuna es una mujer borracha y caprichosa, y sobre todo ciega; así no ve lo que hace, ni sabe a quién arroja al polvo ni a quién, en cambio, coloca en los altares.»"

Origine e Contesto

Miguel de Cervantes (1547–1616), figura centrale del Siglo de Oro spagnolo, è autore di 'Don Quijote de la Mancha' (Prima parte 1605, seconda parte 1615), romanzo che mescola satira, riflessione filosofica e osservazione sociale. L'immagine della Fortuna come donna cieca richiama una tradizione antica: la divinità romana Fortuna e il concetto medievale e rinascimentale della sorte, usati frequentemente per commentare l'imprevedibilità della vita umana.

Fonte: Attribuita a Miguel de Cervantes, contenuta nel contesto letterario di Don Quijote de la Mancha (tradizionalmente associata all'opera; la formulazione è spesso una parafrasi derivata dal testo e dalla tradizione interpretativa).

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche fondamentali ancora visibili nello sport moderno e nella società: lo slancio improvviso di una squadra, un tiro che entra o sbaglia, un infortunio inatteso che cambia una carriera. In ambito basket, parlare di 'fortuna' significa riconoscere l'elemento casuale nei tiri, nel rimbalzo o nelle decisioni arbitrali; nella vita, evidenzia come opportunità e cadute possano dipendere tanto dalle circostanze quanto dall'impegno personale. Questa prospettiva alimenta pratiche moderne come l'analisi delle probabilità, la preparazione mentale e la gestione del rischio.

Esempi di Utilizzo

  • Durante una partita di basket, l'allenatore spiega che il periodo in cui una squadra 'è calda' non è solo merito: la fortuna (rimbalzi favorevoli, tiri che toccano il ferro e rientrano) gioca la sua parte.
  • Un giocatore che sbaglia il tiro decisivo dice: «Stanotte la fortuna mi ha voltato le spalle», intendendo il fattore aleatorio dietro il risultato, non una violenza reale.
  • Un giovane non scelto al draft diventa titolare per infortunio a un compagno: è un esempio di come la sorte possa 'alzare sugli altari' chi era rimasto nell'ombra.

Variazioni e Sinonimi

  • La fortuna è cieca
  • Il caso regna sovrano
  • La sorte è volubile
  • Fortuna e destino sono imprevedibili
  • La buona sorte aiuta gli audaci

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Da dove proviene esattamente la frase?

È attribuita a Miguel de Cervantes e circola come parafrasi della sua visione sulla fortuna in Don Quijote; la formulazione può variare nelle traduzioni.

Q: Cosa significa questa frase nel basket?

Indica che il risultato può dipendere anche da elementi casuali — tiri, rimbalzi, infortuni — oltre alla tecnica e alla strategia.

Q: Come applicare il concetto nella vita quotidiana?

Riconoscere l'incertezza aiuta a prepararsi meglio: allenamento, pianificazione e resilienza riducono l'impatto negativo della sorte.

Q: Riferimenti a 'morto' o 'ucciso' vanno intesi letteralmente?

No: nel contesto sportivo e morale della citazione, termini forti vanno interpretati metaforicamente come 'rovinato', 'eliminato' o 'sopraffatto' dalla sorte.

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Curiosità

Cervantes, reduce della battaglia di Lepanto e prigioniero ad Algeri per cinque anni, conosceva la fragilità della condizione umana: la sua esperienza personale alimenta spesso, nel romanzo, riflessioni sulla sorte, l'onore e la casualità degli eventi. L'immagine della Fortuna come donna prende spunto da antiche rappresentazioni mitologiche, ma Cervantes la inserisce in un contesto moderno e ironico.


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