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La gloria dei superbi svanisce

Presto diventa infamia la gloria dei superbi....

Presto diventa infamia la gloria dei superbi.

💡 Riflessione AI

La frase ricorda che una gloria fondata sull'orgoglio è fragile e soggetta a rovesciamento; è un monito alla misura e all'umiltà, anche nelle vittorie sportive. Nel linguaggio della squadra, celebrare il singolo prima del lavoro collettivo può trasformare l'applauso in biasimo.


Frasi di Lucio Anneo Seneca


Significato Profondo

La massima sottolinea la transitorietà della gloria quando è disonesta o presuntuosa: ciò che oggi appare come successo può rapidamente convertirsi in disonore se conquistato con arroganza, inganno o eccessiva fiducia. Nel contesto stoico senecano il richiamo è alla moderazione e alla prudenza, alla consapevolezza che la vera virtù non cerca l'applauso esterno ma la rettitudine interiore.
Applicata al mondo dello sport, la frase diventa un ammonimento pratico: un atleta o una squadra che si adagia sulla fama, ignora il lavoro collettivo o manifesta superiorità gratuita rischia di perdere credibilità e risultati. La gloria ottenuta senza compostezza o senza rispetto per gli avversari e la squadra è vulnerabile e può trasformarsi in stigma pubblico.
Versione Originale

"Versione latina ricostruita comunemente usata: "Mox gloria superborum infamia fit." (formulazione latina ricostruita; la resa esatta nei testi antichi è incerta)"

Origine e Contesto

Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.) fu filosofo stoico, scrittore e uomo politico romano; consigliere e precettore di Nerone. Le sue opere — tra lettere morali, trattati e tragedie — insistono su temperanza, controllo delle passioni e riflessioni sulla fama e sulla virtù. Molte massime attribuite a Seneca circolano come condensati del suo pensiero morale e sono state tramandate e parafrasate nelle raccolte di aforismi.

Fonte: Attribuita a Seneca nella tradizione delle massime stoiche; la formulazione italiana è una parafrasi consolidata e la versione esatta non è rintracciabile con certezza in un passo isolato delle opere canonicali. Viene spesso riportata in raccolte di aforismi senecani piuttosto che in un testo originario chiaramente attestato.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché mette in guardia contro il narcisismo e la superficialità della celebrità, fenomeni amplificati dall'era dei social e dallo sport-spettacolo. Nel gergo sportivo: i "tiri" centrati senza disciplina (metafora di azioni individuali fuori squadra) o le celebrazioni eccessive possono «ammazzare» la reputazione di un atleta in senso figurato, trasformando il consenso immediato in critica duratura. Serve da guida per allenatori, atleti e dirigenti che vogliono costruire successi sostenibili basati su lavoro, rispetto e umiltà.

Esempi di Utilizzo

  • Nel basket, una star che ignora gli schemi per cercare tiri spettacolari può convertire applausi in critiche quando la squadra perde: la "gloria" dei singoli diventa infamia per la squadra.
  • Un atleta che si vanta sui social dopo una vittoria e poi manca l'allenamento chiave vede la sua immagine pubblica deteriorarsi: la fama immediata si trasforma in discredito.
  • Un capitano che non condivide meriti e non ammette errori perde stima nello spogliatoio; la sua leadership si converte presto in isolamento e perdita di autorità.

Variazioni e Sinonimi

  • La gloria orgogliosa dura poco
  • L'orgoglio precede la caduta
  • Chi si vanta sarà presto disonorato
  • La fama dei superbi è fugace

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa in una frase?

Che la gloria fondata sull'orgoglio è destinata a diventare infamia se manca umiltà e misura.

Q: È una citazione autentica di Seneca?

È tradizionalmente attribuita a Seneca, ma la formulazione esatta non è chiaramente attestata in un singolo passo autentico.

Q: Come si applica nello sport?

Serve da monito a evitare comportamenti individualisti e celebrazioni premature: valorizzare il lavoro di squadra preserva reputazione e risultati.

Q: Come citarla correttamente?

Attribuire la massima a Seneca indicando che la versione italiana è una parafrasi della tradizione delle sue massime.

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Curiosità

Seneca, oltre a essere filosofo, fu figura politica di rilievo a corte; obbligato al suicidio dopo la congiura del 65 d.C., è ricordato per la coerenza del suo insegnamento sulla moderazione. Molte frasi «senecane» diffuse nei secoli sono parafrasi o condensati di temi ricorrenti nelle sue opere piuttosto che citazioni testuali esatte.


    Il vero amore non smetterà mai di legare coloro che ha legato una volta.

    La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pie­tre non si sostenessero reciprocamente.

    È ingrato chi nega il beneficio ricevuto;ingrato chi lo dissimula;più ingrato chi non lo restituisce;il più ingrato di tutti chi lo dimentica.

    Noi dovremmo ogni notte chiamare noi stessi a rendere conto: Quale debolezza ho vinto oggi? A quale passione mi sono opposto? A quale tentazione ho resistito? Quali virtù ho acquisito?

    Il sapiente non accetterà entro la soglia di casa sua nessun denaro di provenienza sospetta: non rifiuterà però né respingerà le grandiricchezze dono della fortuna e frutto della virtù.

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