Guardare il campo: la visione che siamo
Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo noi.
💡 Riflessione AI
In campo, come nella vita, ogni azione è colorata da chi la compie: un tiro non è solo tecnica ma anche identità. La frase invita a riconoscere che vediamo il gioco attraverso il filtro delle nostre paure, aspettative e valori.
Frasi di Anaïs Nin
Significato Profondo
Da un punto di vista pratico ed educativo, riconoscere che «vediamo le cose come siamo» è il primo passo per intervenire: allenatori e atleti possono lavorare sulla consapevolezza, sulle routine mentali e sulla comunicazione per modificare il filtro percettivo e migliorare scelte tecniche e strategiche sul campo.
"We don't see things as they are, we see them as we are."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ai Diari di Anaïs Nin (The Diary of Anaïs Nin); la frase è comunemente ricondotta ai suoi scritti diaristici, pubblicati in più volumi a partire dagli anni '60.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore interpreta la serie di tiri sbagliati di un giocatore come problema tecnico, ma dopo un confronto scopre che è ansia da prestazione: cambiando il focus mentale migliorano i tiri.
- ✓ Un giocatore percepisce un difensore come 'troppo aggressivo' perché gioca nervoso; rivedendo i video con approccio riflessivo capisce che la lettura della difesa era sbagliata, non la colpa dell'avversario.
- ✓ Nel debriefing video la squadra nota che ogni atleta descrive lo stesso replay diversamente: l'allenatore usa l'esercizio per allenare l'osservazione obiettiva e ridurre i pregiudizi individuali.
Variazioni e Sinonimi
- • La realtà si riflette nel nostro sguardo interiore.
- • Ogni percezione è filtrata dal sé.
- • Non vediamo il mondo com'è, ma come siamo.
- • La prospettiva personale plasma la realtà percepita.
- • Il campo appare diverso a seconda di chi lo guarda.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che le scelte di tiro, la lettura della difesa e la reazione agli errori sono influenzate dallo stato mentale e dalle esperienze personali dell'atleta.
Sì, la frase è comunemente attribuita ai suoi diari; però è spesso citata senza riferimento preciso a una data o a un volume specifico.
Si applica lavorando su consapevolezza, routine mentali, esercizi di visione oggettiva e debriefing video per ridurre i filtri soggettivi.
Aiuta i coach a riconoscere che diverse interpretazioni di uno stesso evento possono richiedere interventi psicologici, non solo tecnici, per migliorare performance e clima di squadra.
L’amore non muore mai di morte naturale. Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di errori e tradimenti. Muore di malattia e di ferite, muore di stanchezza, per logorio o per opacità.
Sarà sempre così? Questa impossibilità di trovare il riscontro di uno stato d’animo, di una fase, di un umore, mai. Siamo tutti seduti su delle altalene.