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Difendere il tiro: libertà nello sport

Non condivido la tua idea, ma darei la vita perchÃ...

Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.

💡 Riflessione AI

Nel gioco della vita e del basket, la frase afferma la volontà di proteggere la libertà del compagno di giocare la sua partita, anche se non si condivide la sua scelta. È un inno al rispetto, al sacrificio e al fair play: difendere il tiro altrui perché ogni giocata esprima la propria voce.



Significato Profondo

La frase sintetizza un principio etico: separare il giudizio personale dal diritto dell'altro di esprimersi. In chiave sportiva, significa accettare tattiche, scelte di gioco o stili diversi dai propri e impegnarsi concretamente — con sostegno, minuti in difesa o passaggi decisi — perché chi prende il tiro possa farlo senza essere soffocato dal giudizio.

Il 'darei la vita' va letto come metafora del sacrificio nello sport: perdere un tiro personale per creare spazio a un compagno, correre più in difesa per coprire un compagno che attacca, o sostenere pubblicamente un atleta anche quando le opinioni divergono. È una chiamata alla responsabilità collettiva che tiene insieme libertà individuale e solidarietà di squadra.
Versione Originale

"I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it."

Origine e Contesto

Evelyn Beatrice Hall (1858–1939), scrittrice e biografa inglese nota anche con lo pseudonimo S. G. Tallentyre, pubblicò nel 1906 The Friends of Voltaire. La frase non è una citazione letterale di Voltaire, ma una parafrasi introdotta da Hall per riassumere l'atteggiamento di Voltaire a favore della tolleranza e della libertà di pensiero. Nel tempo la frase è stata spesso erroneamente attribuita a Voltaire stesso.

Fonte: Evelyn Beatrice Hall, The Friends of Voltaire (1906) — la frase compare come parafrasi dell'atteggiamento di Voltaire all'interno dell'opera.

Impatto e Attualità

Oggi la frase resta potente perché incrocia tematiche contemporanee: libertà di espressione, diritto all'identità e ruolo sociale degli atleti. Nel basket e nello sport in generale serve da promemoria per allenatori e compagni: preservare lo spazio di espressione del giocatore (tattico, tecnico o sociale) favorisce fiducia, creatività e coesione. In un'epoca di social media e opinioni polarizzate, difendere il diritto al 'tiro' altrui è pratica di leadership e inclusione.

Esempi di Utilizzo

  • ✓ Un coach sceglie di non criticare pubblicamente il compagno che prende un tiro contestato e invece organizza il sistema per offrirgli più occasioni: difende la sua scelta e crea opportunità.
  • ✓ In partita, un giocatore rinuncia a un tiro per far segnare un compagno in ritmo: ‘darei la vita’ inteso come sacrificio tattico per il bene della squadra.
  • ✓ Una squadra sostiene un atleta che esprime una posizione sociale: i compagni lo proteggono dalle critiche e assicurano che la sua voce non venga censurata.

Variazioni e Sinonimi

  • • Difendo il tuo diritto di esprimerti
  • • Anche se non sono d'accordo, proteggerei la tua voce
  • • Rispetto il tuo tiro, anche se non lo farei
  • • La libertà di espressione va preservata
  • • Sostengo il tuo diritto di giocare a modo tuo

Domande Frequenti (FAQ)

Q: La frase è davvero di Voltaire?

No: è una parafrasi creata da Evelyn Beatrice Hall nel 1906 per riassumere l'atteggiamento di Voltaire sulla tolleranza; la citazione è spesso attribuita erroneamente a Voltaire.

Q: Cosa significa 'darei la vita' nel contesto sportivo?

È metafora di sacrificio pratico: rinunciare a un proprio tiro, offrire protezione tattica o sostegno pubblico per permettere a un compagno di esprimersi.

Q: Come applicare questa idea in una squadra di basket?

Creando fiducia: accettare scelte diverse, coprire difensivamente i compagni, passare per il compagno in ritmo e difenderne le scelte dentro e fuori dal campo.

Q: Perché è utile nei contesti educativi e sportivi?

Perché promuove rispetto, inclusione e responsabilità collettiva: valori che favoriscono crescita individuale e coesione di squadra.

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Curiosità

La formulazione più famosa è spesso attribuita a Voltaire, ma fu coniata come parafrasi da Evelyn Beatrice Hall nel 1906 per riassumere il pensiero illuminista sulla tolleranza. Hall usava anche lo pseudonimo S. G. Tallentyre; la frase è diventata un motto popolare non solo nella filosofia politica ma anche come metafora in ambito sportivo e educativo.


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