La serietà nello sport e nella vita
La serietà è la qualità di coloro che non ne hanno altre.
💡 Riflessione AI
La frase guarda un sorriso amaro: la “serietà” può essere una maschera che nasconde il vuoto di altre doti. Nel contesto sportivo, equivale al giocatore che evita il rischio anziché coltivare creatività e talento.
Frasi di Pier Paolo Pasolini
Significato Profondo
Applicata allo sport (per esempio al basket), la frase si traduce in una critica alla mentalità conservativa: un giocatore “serio” che evita tiri (shots) rischiosi o non tenta giocate creative può apparire affidabile, ma priva la squadra di imprevedibilità e vitalità. La serietà, se sostitutiva di tecnica, visione e talento, diventa una copertura per mediocrità.
"La serietà è la qualità di coloro che non ne hanno altre."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuzione a Pier Paolo Pasolini: la frase è riportata come aforisma pasoliniano in raccolte e antologie di citazioni; tuttavia non è sempre possibile rintracciarne una prima apparizione certa in un'opera specifica.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore di basket rimprovera un giocatore che non tenta mai il tiro da tre: «Non confondere serietà con paura di provare».
- ✓ Nella riunione tecnica, un dirigente che evita scelte audaci viene definito serio ma privo di idee vincenti per la squadra.
- ✓ Un commentatore sportivo osserva che la squadra troppo prudente gioca 'seria' ma manca di quella scintilla che vince le partite imprevedibili.
Variazioni e Sinonimi
- • La serietà è il guscio di chi non ha altro frutto.
- • L’esteriorità seria spesso cela la mancanza di sostanza.
- • Chi si atteggia a serio compensa l’assenza di qualità più vive.
- • Apparenza di gravità invece di talento autentico.
Domande Frequenti (FAQ)
Sottolineare l'ipocrisia della serietà ostentata: spesso è una forma che sostituisce qualità autentiche come creatività o passione.
È comunemente attribuita a Pasolini e rispecchia il suo stile aforistico; tuttavia la prima fonte precisa non è sempre facilmente verificabile.
Come invito a non privilegiare la sola disciplina formale: incoraggia a sviluppare coraggio, inventiva e senso del gioco, evitando la prudenza sterile.
Più che un'offesa, è una provocazione critica: stimola l'autoanalisi chiedendo di valutare le qualità reali dietro l'apparenza.
Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. I “destinati a essere morti” non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece.
Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria − in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica.
Io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.