Ogni bambino è in qualche misura un genio, così come un genio è in qualche modo un bambino.
📖 Biografia e Stile
Arthur Schopenhauer (1788–1860) fu un filosofo tedesco nato a Danzica e formatosi tra Gottinga, Berlino e Jena. Con un temperamento polemico e uno stile limpido, propose una visione del mondo dominata dalla «volontà» come impulso cieco e fondamento della sofferenza, contrapponendosi all'ottimismo razionalista del suo tempo.
Per gran parte della vita rimase ai margini del circuito accademico, ottenendo pieno riconoscimento solo dopo la pubblicazione delle raccolte Parerga e Paralipomena (1851). Le sue riflessioni influenzarono filosofia, letteratura e psicologia, e contribuirono a diffondere l'interesse occidentale per il pensiero indiano e buddista.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Fu tra i primi filosofi occidentali a valorizzare e integrare nella sua opera elementi del pensiero indiano e del buddismo.
- Per molti anni visse in relativa oscurità accademica: la celebrità arrivò soprattutto dopo il successo di Parerga e Paralipomena (1851).
- Attribuiva alla musica un ruolo unico: la considerava la più diretta e potente manifestazione della volontà.
📚 Opere Principali
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Ogni giorno è una piccola vita: ogni risveglio un po’ di nascita, ogni mattina un po’ di gioventù, ogni andare a riposare e dormire un po’ di morte.
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Il solo danaro è il bene assoluto, perché esso non provvede unicamente ad un solo bisogno «in concreto,» ma al bisogno in generale «in abstracto.»
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La ricchezza è come l’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete.
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Ciò che ci rende felici nel modo più immediato è la serenità d’animo: questa buona qualità infatti ripaga istantaneamente chi la possiede.
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Alla serenità nulla contribuisce meno della ricchezza e nulla più della salute.
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L’egoismo teoretico possiede la coerenza della pura follia; esso non abbisogna di confutazione – che è impossibile – bensì di cure.
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Con le citazioni si mostra la propria erudizione e si sacrifica la propria originalità.
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Date l’impudenza e la stupida arroganza della maggior parte degli uomini, chiunque possiede dei meriti farà bene a metterli in mostra se non vorrà lasciare che cadano in un completo oblio.
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Ogni appagamento dei nostri desideri strappato al mondo è appena simile all’elemosina, che oggi tiene in vita il mendico perché domani ancor soffra la fame.
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I veri grandi spiriti costruiscono, come le aquile, i loro nidi a grandi altezze, nella solitudine.
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La superbia è una grande stima di se stessi che procede dal proprio interno, ed è quindi diretta, mentre la vanità è un’aspirazione a ottenerla dal di fuori, cioè indirettamente. In conformità con ciò, la vanità rende loquaci, e la superbia rende taciturni.
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L’uomo è in fondo un animale selvaggio e feroce. Noi lo conosciamo solo in quello stato di ammansamento e di domesticità che è detto civiltà: perciò ci spaventano le rare esplosioni della sua vera natura. Ma fate che vengano tolte le catene dell’ordine legale e nell’anarchia l’uomo si mostrerà quale esso è.
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Ogni giorno è una piccola vita, ogni risveglio e ogni levata una piccola nascita, ogni fresco mattino una piccola gioventù, e ogni andare a letto e addormentarsi una piccola morte.
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Il denaro è il bene assoluto perché non solo soddisfa un bisogno in concreto ma il bisogno in genere, in astratto.
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Quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita del mondo esterno. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli.
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La dialettica euristica è l’arte di disputare, e precisamente l’arte di disputare in modo da ottenere ragione, dunque per fas et nefas
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Discorsi o idee intelligenti si possono esporre soltanto a una società intelligente; nella comune invece riescono odiosi poiché per piacere a questa è assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato.
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L’invidia è naturale all’uomo, e tuttavia costituisce in un tempo stesso un vizio ed un’infelicità.
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Ormai da gran tempo ho rinunciato al plauso dei miei contemporanei.
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Chi vuole che la sua opinione trovi credito deve enunciarla freddamente e spassionatamente.
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Le persone comuni mirano soltanto a passare il tempo. Chi ha un pò d’ingegno a utilizzarlo.
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Nessuno è gran che da invidiare, innumerevoli sono da compiangere molto.
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Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia.
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L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno.
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Il coito è soprattutto affare dell’uomo, la gravidanza, invece, solo della donna.
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L’invidia è naturale all’uomo: tuttavia è un vizio e una disgrazia allo stesso tempo.
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La morte acquieta l’invidia completamente, la vecchiaia lo fa per metà.
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L’invidia è il segno sicuro del difetto, dunque se è rivolta ai meriti altrui è il segno del difetto di meriti propri.
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Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi. Sono il vuoto interiore, la noia a spingerli a frequentare la società.
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La massa ha scarsissima capacità di giudizio e assai poca memoria.
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Sposarsi significa dimezzare i tuoi diritti e raddoppiare i tuoi doveri.
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Il destino mescola le carte e noi giochiamo.
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L’uomo volgare non si preoccupa che di passare il tempo, l’uomo di talento che d’impiegarlo.
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Gli uomini volgari hanno inventato la vita di società perché è per loro più facile sopportare gli altri che sopportare se stessi.
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Dei giorni felici della nostra vita ci accorgiamo solo quando hanno ormai lasciato il posto a giorni infelici.
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Si dica ciò che si vuole! Il momento più felice di chi è felice è quando si addormenta, come il momento più infelice di chi è infelice è quando si risveglia.
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Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l’infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore.
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Anche l’uomo più sano e più sereno può risolversi per il suicidio, quando l’enormità dei dolori e della sventura che si avanza inevitabile sopraffà il terrore della morte.
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Clio, la musa della storia, è tutta quanta infetta di menzogne, come una prostituta di sifilide.