Niente ha successo come il successo.
📖 Biografia e Stile
Alberto Moravia, nato Alberto Pincherle a Roma nel 1907, è stato una delle voci più influenti della cultura italiana del Novecento. Scrittore poliedrico, giornalista e sceneggiatore, ha esplorato con lucidità temi come l'alienazione, la sessualità, il conformismo e la crisi morale dell'individuo nella modernità, creando personaggi netti e memorabili.
La sua produzione, che attraversa romanzo, saggio e impegno giornalistico, ha avuto vasta eco anche oltre i confini nazionali e numerose trasposizioni cinematografiche. Moravia è rimasto centrale nel dibattito sulla letteratura del secolo scorso fino alla sua morte nel 1990, lasciando un'eredità critica e culturale duratura.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Nacque con il cognome Pincherle: adottò lo pseudonimo Alberto Moravia per firmare le sue opere.
- Il film tratto da "La ciociara" (1960) permise a Sophia Loren di vincere l'Oscar come miglior attrice, portando ampia attenzione internazionale all'opera.
- Oltre alla narrativa, Moravia fu attivo come giornalista e critico, collaborando con varie testate e partecipando al dibattito politico e culturale italiano.
📚 Opere Principali
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Al mondo non c’è coraggio e non c’è paura, ci sono solo coscienza e incoscienza. La coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio.
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Le esperienze che contano sono spesso quelle che non avremmo mai voluto fare, non quelle che decidiamo noi di fare.
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Un male incerto provoca inquietudine perché, in fondo, si spera fino all’ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità.”
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La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un’altra per l’occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l’occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui.
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Nonostante una lunga vita piena di difficoltà di tutti i generi, alla fine mi considero un privilegiato per il fatto di essere un artista.
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L’invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla.
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Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
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Quale debole sforzo basterebbe per essere sinceri, e invece si fa di tutto per andare nella direzione opposta.
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Le cose nella vita muoiono da sé, come sono nate, per noia, per indifferenza o anche per abitudine.
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Questo è certamente uno dei peggiori effetti della guerra: di rendere insensibili, di indurire il cuore, di ammazzare la pietà.
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La comicità implica l'esperienza indispensabile della serietà, mentre la serietà non implica affatto l'esperienza della comicità.
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Le dittature sono strade a sensounico. La democrazia vanta un traffico a doppio senso.
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Le grandiesperienze della vita sono quelle che non vorremmo fare mai.
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Tutti la perdiamo, la nostra innocenza, in un modo o in un altro: è la normalità.
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Curiosamente, gli elettori non si sentono responsabili per i fallimenti del governo che hanno votato.
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Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano.
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Un male incerto provoca inquietudine perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità.
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Si può talvolta essere fedelissimi e non amare... In certi casi, anzi, la fedeltà è una forma di vendetta, di ricatto, di rivalsa dell'amor proprio.
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Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto. La sconfitta non rende ingiusta una causa.
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Tutti gli uomini, senza eccezioni, sono degni di compassione, non fosse altro che perché vivono.
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Si può talvolta essere fedelissimi e non amare... In certi casi, anzi, la fedeltà è una forma di vendetta, di ricatto, di rivalsa dell'amor proprio.
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Era la normalità che l’attraeva; e tanto più in quanto gli si rivelava non casuale né affidata alle preferenze e alle inclinazioni naturali dell’animo bensì prestabilita, imparziale, indifferente ai gusti individuali, limitata e sorretta da regole indiscutibili e tutte rivolte ad un fine unico.
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L’India è una concezione della vita. Quale concezione? Quella ben nota secondo la quale tutto ciò che sembra reale non è reale e tutto ciò che non sembra reale è reale.