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Coscienza pulita in campo e nella vita

Forse ridono di me, ma in fondo ho la coscienza pu...

Forse ridono di me, ma in fondo ho la coscienza pura, non rider tu se dico questo, ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura.

💡 Riflessione AI

La frase afferma che la vera serenità nasce dalla coscienza pulita: il deridere altrui è segno di un cuore intossicato dall'odio e di una mente dominata dalla paura. Nel contesto sportivo è un invito a mantenere integrità e compostezza anche quando si è oggetto di scherno o pressione.


Frasi di Francesco Guccini


Significato Profondo

La frase sostiene che il giudizio altrui perde peso se si agisce con una coscienza limpida: il riso dei molti non scalfisce chi è integro. L'autore rovescia l'accusa: non è chi mostra sicurezza a dover vergognarsi, ma chi deride, perché quel gesto è indice di sentimenti negativi come l'odio e di debolezza mentale come la paura.

Applicata allo sport (e in particolare al basket), l'affermazione diventa pratica: un giocatore che mantiene la lucidità e la correttezza non si farà distrarre dai fischi, dalle provocazioni o dalle critiche sui social. In termini metaforici, i "tiri" (shots) possono rappresentare decisioni e tentativi in partita; il concetto di essere "killed/morto" va inteso come fallimento sportivo o psicologico, non come violenza—chi ha paura tende a deridere per mascherare la propria insicurezza.
Versione Originale

"Forse ridono di me, ma in fondo ho la coscienza pura, non rider tu se dico questo, ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura."

Origine e Contesto

Francesco Guccini, nato nel 1940, è una figura centrale della canzone d'autore italiana dagli anni '60 in poi. Figlio della cultura popolare e della tradizione narrativa, i suoi testi mescolano memoria, politica e riflessione esistenziale. La citazione rispecchia il tono riflessivo e morale che caratterizza molte delle sue opere: una critica al conformismo e un elogio della coerenza interiore.

Fonte: Citazione attribuita a Francesco Guccini. Non è rintracciata con certezza in una singola opera pubblicata come testo ufficiale; viene riportata in raccolte di citazioni e riferimenti biografici, ma l'esatta fonte testuale non è documentata in modo univoco.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché tocca temi universali: il rapporto tra coscienza personale e giudizio sociale, la dinamica della vergogna e della derisione, e la gestione della pressione pubblica. Nel mondo sportivo contemporaneo (dove social media, tifosi e commentatori aumentano l'esposizione) il messaggio è utile per allenatori e atleti che cercano strategie di resilienza mentale e fair play: non rispondere alle provocazioni, mantenere etica e concentrazione.

Esempi di Utilizzo

  • In panchina un coach ricorda ai suoi giocatori: non fate caso alle provocazioni degli avversari, la coscienza pulita è la vostra forza quando prendete i tiri decisivi.
  • Un giocatore subisce insulti sui social dopo un errore: risponde allenandosi e parlando con calma, dimostrando che il deridere nasce dalla paura dell'altro.
  • Durante un raduno giovanile si usa la frase per insegnare che il rispetto e l'integrità valgono più dei commenti esterni, e che i "fallimenti" sportivi non definiscono la persona.

Variazioni e Sinonimi

  • Non temere il riso altrui: la coscienza è pulita.
  • Chi ride per scherno nasconde rancore e timore.
  • La derisione rivela più paura che verità.
  • La serenità d'animo vince il giudizio della folla.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase incita alla violenza?

No. Nel contesto fornito la citazione va interpretata in senso morale e sportivo; termini come "shots/tiri" o "killed/morto" devono essere intesi metaforicamente, non come invito alla violenza.

Q: Chi era Francesco Guccini?

Un cantautore e scrittore italiano (nato nel 1940) noto per testi riflessivi, impegno civile e una lunga carriera nella canzone d'autore italiana.

Q: Come si applica questa frase al basket?

Serve da promemoria per mantenere calma e correttezza: non farsi distrarre dalle provocazioni, giocare con integrità e concentrarsi sui propri tiri e decisioni.

Q: Esiste una fonte ufficiale della citazione?

La frase è attribuita a Guccini ma non è facilmente rintracciabile in una singola opera pubblicata; spesso circola come estratto citazionale.

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Curiosità

Guccini è noto per il suo linguaggio diretto e per la mescolanza di memoria personale e impegno civile nelle canzoni; album come "Radici" lo hanno reso un punto di riferimento culturale. La frase riflette la sua capacità di trasformare osservazioni morali in versi memorabili, spesso ripresi in ambiti non musicali (citazioni, saggi, discorsi).


    Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada, e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada?

    Vorrei cantare il canto delle tue mani,giocare con te un eternogioco proibitoche l'oggi restasse oggi senza domanio domani potesse tendere all'infinito.

    Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c’è il sospetto che sia triviale l’affanno e l’ansimo dopo una corsa, l’ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami… vita.

    E il vento d'estate che viene dal mareintonerà un canto fra mille rovine,fra le macerie delle città, fra case e palazziche lento il tempo sgretolerà.

    E’ meglio un giorno solo da ricordare, che ricadere in una nuova realtà sempre identica.

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