La delusione secondo Cesare Pavese
E che centomila abbiano avuto delusioni, diminuisce forse il dolore di chi viene deluso?
💡 Riflessione AI
La frase interroga la fallacia consolatoria dello statistico: sapere che molti hanno sofferto non attenua il dolore personale. È un richiamo all'unicità della sofferenza e alla necessità di riconoscimento individuale.
Frasi di Cesare Pavese
Significato Profondo
In chiave didattica, si può leggere la citazione come una critica alla consolazione collettiva che usa la molteplicità come argomento per sminuire il sentimento altrui. Implica anche una domanda etica: come rispondere alla sofferenza di qualcuno se la tendenza comune è relativizzarla con esempi numerici o confronti generici? La battuta pavese apre quindi a considerazioni su empatia, riconoscimento e responsabilità sociale verso il dolore altrui.
"E che centomila abbiano avuto delusioni, diminuisce forse il dolore di chi viene deluso?"
Origine e Contesto
Fonte: La frase è comunemente attribuita a Cesare Pavese; tuttavia la fonte precisa non è sempre confermata nelle edizioni principali. Molti riferiscono la massima nell'ambito del suo diario 'Il mestiere di vivere' o in raccolte di aforismi pavesee, ma non esiste un riferimento bibliografico universalmente accettato che indichi pagina e data definitive.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Nel contesto lavorativo: rispondere a un dipendente licenziato dicendo che «tante persone hanno perso il lavoro» senza ascoltare il suo dispiacere, e usare la frase per sottolineare l'errata riduzione del suo dolore.
- ✓ Nel dialogo familiare: quando un adolescente esprime una delusione amorosa e viene liquidato con esempi di altri cuori spezzati; la citazione può servire a ricordare l'unicità del dolore.
- ✓ Nel dibattito pubblico: criticare l'uso di statistiche per minimizzare testimonianze individuali di ingiustizia, ad esempio nei casi di discriminazione o abuso.
Variazioni e Sinonimi
- • Il numero dei delusi non toglie valore al dolore di ciascuno.
- • La moltitudine delle sofferenze non sopprime la sofferenza individuale.
- • Non si placa il dolore affermando che molti l'hanno provato.
- • La statistica non consola il singolo ferito.
- • Molti hanno sofferto: questo non rende meno reale ogni singolo dolore.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che il fatto che molti abbiano sperimentato una delusione non diminuisce il dolore vissuto da una singola persona; è una critica alla minimizzazione del sentimento individuale.
La frase è attribuita a Cesare Pavese ma la fonte testuale precisa non è sempre confermata: spesso viene collegata al suo diario 'Il mestiere di vivere' o a raccolte di aforismi.
Può essere citata per sottolineare l'importanza dell'empatia e per criticare argomentazioni che relativizzano il dolore personale con confronti numerici o statistici.
Sì: tono aforistico, attenzione alla solitudine e al dolore individuale sono elementi ricorrenti nell'opera di Pavese.
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