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Solitudine, società e pallacanestro

Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro inc...

Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi. Sono il vuoto interiore, la noia a spingerli a frequentare la società.

💡 Riflessione AI

In campo come nella vita, la spinta a cercare gli altri nasce spesso dall'incapacità di sopportare la propria solitudine. La frase invita a riconoscere noia e vuoto interiore come motori delle relazioni e della dinamica di squadra.


Frasi di Arthur Schopenhauer


Significato Profondo

Schopenhauer suggerisce che la tendenza a socializzare non nasce sempre da un desiderio positivo di condivisione, ma frequentemente dalla difficoltà a restare soli con se stessi: la compagnia diventa un artificio per riempire un vuoto interiore o per sfuggire alla noia. In ambito sportivo questa lettura spiega perché atleti e tifosi cercano la vita di squadra, gli allenamenti di gruppo e il rumore degli spalti: talvolta è ricerca di senso, altre volte è fuga dalla riflessione personale.

Per l'allenatore e per chi costruisce la cultura di una squadra, la frase è un invito a distinguere tra socialità che crea coesione funzionale e socialità che nasconde disimpegno individuale. Stimolare l'autonomia, la responsabilità personale e il lavoro di crescita interiore riduce la dipendenza dalla sola presenza degli altri, trasformando la compagnia in risorsa piuttosto che in palliativo.
Versione Originale

"Was die Menschen gesellig macht, ist ihre Unfähigkeit, die Einsamkeit und in dieser sich selbst zu ertragen. Es ist innere Leere, Langeweile, die sie zur Gesellschaft treibt."

Origine e Contesto

La frase è da collegare al pensiero di Arthur Schopenhauer (1788–1860), filosofo tedesco noto per il suo pessimismo e l'influenza della filosofia orientale. Appare nel contesto degli aforismi sulla saggezza della vita, raccolti in Parerga und Paralipomena (1851), opera che contribuì notevolmente alla sua fama in età matura.

Fonte: Parerga und Paralipomena (sezione: Aphorismen zur Lebensweisheit), 1851. (Aforismi sulla saggezza della vita)

Impatto e Attualità

Oggi la riflessione resta attuale nel contesto dei social media, della cultura dello spettacolo e dello sport professionistico: la ricerca continua di compagnia può alimentare dinamiche di gruppo superficiali, burnout o dipendenza dal consenso. Nel basket e nello sport in generale diventa cruciale lavorare sulla salute mentale, sull'autonomia degli atleti e sulla qualità della coesione per evitare che la socialità sia solo un modo per evitare il confronto con se stessi.

Esempi di Utilizzo

  • Un coach nota che alcuni giocatori preferiscono allenarsi sempre in gruppo: spesso cercano compagnia per non lavorare su debolezze individuali.
  • Nelle riunioni di squadra la socialità eccessiva può mascherare la mancanza di obiettivi chiari; trasformare il gruppo in uno spazio di crescita riduce la ‘fuga dalla solitudine’.
  • Un atleta che evita il lavoro mentale individuale cerca eventi sociali e feste per non confrontarsi con insicurezze e noia legate alla preparazione.

Variazioni e Sinonimi

  • La compagnia nasce dalla paura della solitudine.
  • La noia spinge gli uomini a unirsi piuttosto che a guardarsi dentro.
  • Si cerca la società per sfuggire al confronto con se stessi.
  • Il bisogno di stare insieme spesso copre un vuoto interiore.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Schopenhauer con 'vuoto interiore'?

Con 'vuoto interiore' si riferisce a una mancanza di contenuti emotivi o di senso personale che porta a cercare all'esterno ciò che manca dentro.

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è riconducibile agli aforismi di Schopenhauer nella raccolta Parerga und Paralipomena (1851), sezione sulla saggezza della vita.

Q: Come applicarla nel basket e nell'allenamento?

Usala per valutare la qualità della coesione: promuovi esercizi che sviluppino responsabilità personale e lavoro mentale, non solo aggregazione sociale.

Q: La visione è troppo pessimistica per essere utile?

È un'osservazione critica: riconoscere una tendenza non significa condannarla, ma offrire strumenti per trasformare la socialità in una risorsa sana.

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Curiosità

Schopenhauer fu un osservatore della vita sociale pur conducendo un'esistenza solitaria: divenne celebre soprattutto dopo la pubblicazione di Parerga und Paralipomena nel 1851. Influenzò artisti e pensatori (come Wagner e, inizialmente, Nietzsche) e mostrò interesse per la filosofia indiana; nella vita privata amava passeggiare con il suo cane e preferiva la compagnia degli animali a quella di molti uomini.


    La morte somiglia al tramonto del sole, il quale solo in apparenza viene inghiottito dalla notte, mentre in realtà, esso ch’è sorgente unica d’ogni luce, senza interruzione arde, a nuovi mondi reca nuovi giorni, in ogni attimo si leva e in ogni attimo tramonta.

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    Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro.

    Un uomo può essere se stesso soltanto finché è solo. Se non ama la solitudine, non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli.

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