Eredità nello sport e nella vita
Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
💡 Riflessione AI
Nel gioco e nella vita, i gesti egoistici si spengono con chi li compie; i gesti altruisti diventano passaggi che alimentano una squadra e una comunità più grandi. Questa citazione invita a trasformare i tiri personali in assist duraturi per gli altri.
Significato Profondo
Nel tono educativo, la citazione sprona atleti e dirigenti a prendere decisioni orientate al collettivo: costruire relazioni, trasmettere competenze e investire in iniziative che trasformano successi individuali in benefici collettivi. Così le azioni diventano parte della cultura di una squadra e del tessuto sociale, non semplici statistiche che «muoiono» con il singolo.
"What we do for ourselves dies with us. What we do for others and the world remains and is immortal."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Harvey B. Mackay; la citazione ricorre nei suoi scritti e discorsi motivazionali ed è spesso riportata in raccolte di aforismi. Non sempre è collegata a un singolo testo pubblicato come fonte primaria.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In allenamento un playmaker rinuncia al tiro finale per servire il compagno meglio posizionato: il tiro personale «muore» con lui, l'assist resta nella cultura della squadra.
- ✓ Un veterano dedica tempo a formare giovani prospetti: quei 'tiri' simbolici (consigli, abitudini) non muoiono con la carriera, ma diventano parte del gioco futuro.
- ✓ La squadra organizza un progetto sociale nel quartiere: l'impatto collettivo dell'iniziativa resta anche dopo la stagione, creando un'eredità che supera i risultati sul tabellone.
Variazioni e Sinonimi
- • Le azioni per gli altri sopravvivono a chi le compie.
- • L'eredità si costruisce servendo la comunità.
- • Un assist vale più di un tiro celebrativo.
- • Ciò che doni al mondo ti sopravvive.
- • I risultati individuali svaniscono, il valore condiviso permane.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è attribuita a Harvey B. Mackay, autore e imprenditore noto per massime su leadership e networking.
Nel basket indica che il gesto collettivo (passaggi, formazione, supporto) crea un'eredità più duratura del singolo canestro egoista.
Favorendo il gioco di squadra, la mentorship tra giocatori e iniziative sociali che rafforzano la cultura della squadra oltre la stagione.
La citazione circola nei discorsi e negli scritti di Mackay ed è diffusa in raccolte di aforismi; non sempre è indicata una singola opera come fonte primaria.
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