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Quando un difetto oscura cento virtù

Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi gua...

Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto.

💡 Riflessione AI

Anche nello sport e nella vita, un singolo errore finisce per oscurare una lunga serie di meriti; è la legge del palcoscenico umano dove il pubblico cerca la macchia. In campo da basket come nella quotidianità, questa frase invita a riconoscere il peso del giudizio e a coltivare resilienza contro il pregiudizio.


Frasi di Molière


Significato Profondo

La frase mette in luce una tendenza psicologica profonda: gli osservatori tendono a focalizzarsi sui difetti, anche quando sono trascurabili rispetto a molte qualità positive. In ambito sportivo questa dinamica si manifesta quando un atleta con numerose qualità viene giudicato solo per un errore decisivo — il ‘tiro sbagliato’ che rimane nella memoria collettiva più dei canestri realizzati.

Dal punto di vista educativo, la citazione richiama allenatori, compagni e spettatori a considerare il quadro completo: valorizzare la costanza, il lavoro di squadra e la crescita individuale anziché cristallizzare un giudizio su un singolo episodio. È anche un invito agli atleti a costruire resilienza mentale per non farsi definire da un singolo momento.
Versione Originale

"Versione francese comunemente riportata (non attestata in forma canonica): «Qu'on ait cent belles qualités, on ne voit toujours que le côté le plus laid.»"

Origine e Contesto

La frase è attribuita a Molière (Jean-Baptiste Poquelin, 1622–1673), drammaturgo e commediografo francese famoso per le sue satire della società del XVII secolo. Molière scrisse commedie che denunciavano ipocrisia, vanità e difetti umani; molte massime a lui attribuite circolano come aforismi popolari, spesso separate dal contesto teatrale originale.

Fonte: Attribuita a Molière: la formulazione esatta non è rintracciata con certezza in un'opera canonica; la frase circola come aforisma collegato al suo pensiero satirico.

Impatto e Attualità

Oggi, con social media e highlight continui, la tendenza a enfatizzare l'errore si è amplificata: un singolo tiro sbagliato o una prestazione sotto tono possono essere ripresi, commentati e condivisi milioni di volte. Nel basket e nello sport in generale questo genera pressione, ansia da prestazione e fenomeni di stigmatizzazione; perciò la frase resta una lente utile per capire dinamiche di giudizio pubblico e per promuovere pratiche di feedback costruttivo e di tutela della salute mentale degli atleti.

Esempi di Utilizzo

  • In una partita: un playmaker con stagione eccellente sbaglia il tiro della vittoria; i social ricordano solo quel tiro e trascurano gli assist e le difese decisive.
  • In allenamento: un giovane atleta compie un errore tecnico in gara e il coach lo usa come spunto per migliorare, senza permettere che l'errore lo definisca.
  • Nella vita professionale: un lavoratore con molti successi viene criticato pubblicamente per un singolo errore; la squadra e il management lavorano per ricostruire fiducia invece di stigmatizzare.

Variazioni e Sinonimi

  • Basta un difetto per far dimenticare tutte le virtù.
  • Un singolo errore cancella mille pregi.
  • La gente nota prima il difetto che il merito.
  • Si ricorda più il fallo che il canestro.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: La citazione è realmente di Molière?

È attribuita a Molière, ma la formulazione precisa non è confermata in un testo canonico; si tratta di un aforisma popolare collegato al suo stile satirico.

Q: Come si applica questa idea al basket?

Nel basket il pubblico e i media possono fissarsi su un errore cruciale (un tiro sbagliato), dimenticando contributi costanti: l'allenamento mentale e la cultura del feedback aiutano a riequilibrare il giudizio.

Q: Cosa possono fare atleti e allenatori per contrastare questo bias?

Promuovere la valutazione complessiva delle prestazioni, praticare il rinforzo positivo, allenare la resilienza e usare errori come opportunità didattiche, non come stigma.

Q: La frase giustifica la critica pubblica verso chi sbaglia?

No: descrive un fenomeno osservabile, ma non lo legittima; riconoscerlo serve a correggerlo e a favorire giudizi più equi e costruttivi.

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Curiosità

Jean-Baptiste Poquelin adottò lo pseudonimo Molière e divenne simbolo della commedia francese; spesso affrontava temi di ipocrisia e vanità. Molte frasi brevi e memorabili gli vengono attribuite in forma proverbiale, e alcune possono essere rielaborazioni o condensazioni di idee diffuse tra le sue opere e il suo pensiero.


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