Frasi Automobilismo
Schumacher è il pilota più antisportivo e sanzionato nella storia della Formula 1. Con il suo abbandono nel nostro mondo si tornerà a parlare più di sport che di politica.
Mi serve un'auto migliore di qualunque cosa possa tirare fuori Enzo Ferrari. E dietro al volante di quell'auto serve un grande pilota. E quello è Ken Miles.
La Ferrari non mi ha mai cercato, ma io preferisco correre con un'altra squadra e battere le rosse. Ho l'impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie.
Quando mi chiamavano l'Aviatore per me non era simpatico. La gente non si rendeva conto che ero un pilota inesperto e le mie uscite di strada facevano notizia perché correvo per la Ferrari.
Mi piace la vita di pilota della Ferrari, ma le persone mi guardano come se fossi una scimmia in gabbia.
Quando faccio un incidente, per i giornali, la televisione o per quello che immagina la gente, è come se io avessi fatto cinque incidenti.
- Mi chiamo Roger... signore, posso esserle d'aiuto?- Anch'io mi chiamo Roger, non se ne incontrano tanti... Roger ho un problema, sono a Los Angeles da 3 mesi, ho denaro ho gusto, ma nessuno m'invita e il sabato sera è una serata di grigia solitudine per me.- Uh... E una Ferrari sarebbe una soluzione?- Può darsi... Ma vede... è questa qui, sì, si si ne ho viste tre identiche parcheggiate fuori da Starbucks stamattina, Roger, il che mi fa dire una cosa: che ci sono troppi debosciati in questa città con le tasche piene di soldi!... Ora se io invece guidassi una 275 gtb del '66 4 alberi a camme...- Lei non passerebbe per un debosciato signore... Ma per un intenditore!
Non l'ho mai fatto per i soldi, lo facevo per le macchine. Splendide, nei vari toni di blu, in giallo o in nero, o in un bel rosso acceso... mi imploravano. Volevano essere sedotte, e io lo facevo. Le prendevo e poi... corsefolli fino a Palm Springs, sentendomi subito meglio, un misto di pace e piacere. Poi il risveglio. Mi resi conto che mi sparavano addosso, che i miei amici morivano o che finivano in galera, non mi piacevo più.
Il pilota Alberto Ascari morì nel 1955, all'età di soli 36 anni, per un incidente accadutogli sul circuito di Monza mentre provava, per puro diletto, la Ferrari dell'amico Eugenio Castellotti. era il 26 maggio e il pilota aveva eccezionalmente infranto la sua regola scaramantica di non correre mai in quel giorno del mese: suo padre Antonio, infatti, anch'egli corridore, era scomparso alla stessa età durante una gara, il 26 luglio 1925.