Il furbo: merito e finzione nello sport
Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
💡 Riflessione AI
Nel gioco del campo e della vita, l'apparenza spesso determina il posto che occupiamo. La frase invita a riflettere sul confine sottile tra merito reale e abilità scenica.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo, e in particolare nel basket, questo significa che un giocatore può assicurarsi spazio e fiducia non solo per il talento effettivo ma perché sa mostrarsi pronto, prendere iniziativa nei momenti chiave (i "tiri" metaforici), comunicare sicurezza e inserirsi nella narrazione della squadra. La frase educa a distinguere tra valore reale e valore percepito e invita allenatori e atleti a valutare entrambe le dimensioni.
"Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle."
Origine e Contesto
Fonte: La frase è attribuita a Giuseppe Prezzolini ma non risulta facilmente rintracciabile in una singola opera o saggio pubblicato; è presente in raccolte di aforismi e citazioni critiche a lui attribuite. Per questo motivo viene spesso citata come espressione del suo pensiero generale piuttosto che come citazione testuale da un'opera specifica.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore di basket che preferisce un giocatore carismatico in panchina perché emerge meglio nel clutch time, nonostante statistiche simili ad altri — il 'furbo' guadagna minuti per l'apparenza di sicurezza.
- ✓ Un giovane atleta che costruisce una routine di riscaldamento visibile e decisiva per sembrare pronto: la percezione della preparazione gli procura più opportunità di tiro (metaforici 'shots') durante le partite.
- ✓ Un giocatore che usa i social per mostrare leadership e dedizione ottiene sponsorizzazioni e visibilità, influenzando selezioni e ruoli non solo per i punti segnati ma per l'immagine trasmessa.
Variazioni e Sinonimi
- • L'apparenza spesso supera la competenza reale
- • Chi sa mostrarsi ottiene ciò che merita l'apparenza
- • Non sempre il merito è questione di talento, ma di presentazione
- • La performance sociale vale più della capacità tecnica
- • Vince chi sa recitare il ruolo richiesto
Domande Frequenti (FAQ)
Un intellettuale, saggista ed editore italiano (1882–1982), fondatore della rivista La Voce e noto per le sue analisi critiche sulla società moderna.
La frase è attribuita a Prezzolini ma non è facilmente rintracciabile in una singola fonte primaria; circola soprattutto in raccolte di aforismi.
Indica che oltre al talento tecnico, la capacità di mostrarsi pronto, sicuro e funzionale al gioco di squadra influenza minutaggio, fiducia dell'allenatore e opportunità competitive.
No: più che giustificare l'inganno, la frase è una diagnosi critica che invita a riconoscere e correggere il bias tra apparenza e merito.
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