Il culto dell’umanità si celebra con sacrifici umani.
📖 Biografia e Stile
Nicolás Gómez Dávila (Bogotà, 1913 – 1994) è stato uno dei più originali pensatori colombiani del XX secolo, noto soprattutto per la sua produzione aforistica e per un pensiero conservatore, scettico verso la modernità. Proveniente da una famiglia benestante, studiò in Europa e coltivò una vasta erudizione classica che filtrò in aforismi densi, paradossali e spesso provocatori. La sua opera non cerca sistematicità filosofica, ma punta alla verità per lampi: aforismi che condensano giudizi morali, culturali e teologici.
Gómez Dávila pubblicò poco in vita e preferì la circolazione ristretta dei suoi manoscritti; il riconoscimento critico è cresciuto soprattutto postumo, trasformando le sue raccolte in testi di riferimento per chi cerca una critica radicale della modernità. La sua voce rimane oggi punto di riferimento per lettori interessati a pensiero tradizionalista, stile aforistico e riflessione critica sulle ideologie contemporanee.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Preferì la circolazione privata dei suoi testi per gran parte della vita e rilasciò pochissime interviste.
- Le sue annotazioni chiamate 'escolios' sono concepite come commenti a un 'testo implicito' mai esplicitato.
- Il riconoscimento internazionale delle sue opere è cresciuto soprattutto dopo la sua morte, grazie a traduzioni e antologie.
📚 Opere Principali
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Chi oggi aspiri a distinguersi non deve essere anticonformista.
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L’umanità crede di rimediare ai propri errori ripetendoli.
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Il problema autentico non chiede di essere risolto, chiede che si tenti di viverlo.
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Esigere che ogni gesto sia «autentico» equivale a negare il valore autonomo dell’impersonale, come se ci chiedessero di inventare ogni parola che pronunciamo.
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Un che di divino affiora un attimo prima del trionfo e un attimo dopo il fallimento.
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L’abilità cinica procede di trionfo in trionfo, fino al trionfo finale che l’annienta.
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Il massimo trionfo della scienza sembra consistere nella velocità crescente con cui lo stupido può trasferire la sua stupidità da un luogo a un altro.
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L’ipocrisia non è un’arma dell’ipocrita, ma la sua prigione.
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Nostro fratello è non chi ci somiglia nel fisico, ma chi sfiora il medesimo nostro mistero.
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L’etica si riduce alla lealtà. Le restanti virtù sono capitoli della casistica.
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Al cospetto di ogni verità un’angoscia segreta ci pervade.
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Maturare non vuol dire rinunciare alle nostre aspirazioni, ma accettare che il mondo non è obbligato a soddisfarle.
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Maturare è scoprire l’altra faccia delle cose.
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Quando si è giovani si teme di passare per stupidi; nell’età matura si teme di esserlo.
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Maturare è trasformare un numero sempre maggiore di luoghi comuni in autentica esperienza spirituale.
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Maturare è veder crescere il numero di cose sulle quali sembra grottesco avere un’opinione, favorevole o contraria che sia.
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La maturità dello spirito comincia non appena smettiamo di sentirci incaricati del mondo.
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Le categorie sociologiche autorizzano a circolare nella società senza curarsi dell’individualità insostituibile di ciascun uomo. La sociologia è l’ideologia della nostra indifferenza verso il prossimo.
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La metafisica fallisce perché è tenuta a parlare del mondo, questo proposito fallito, come di un proposito riuscito.
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Profeti, filosofi, politici, tutti alla fine falliscono. Ma nulla di più assurdo che descrivere la loro storia come un rosario di fallimenti. Ogni grand’uomo è una vittoria.
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L’incertezza è il clima dell’anima.
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L’uomo vive del disordine del suo cuore e muore dell’ordine che la vita vi stabilisce.
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Ogni scrittore glossa all’infinito il suo breve testo originale.
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Tutto ci sembra caotico tranne il nostro disordine.
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L’uomo di sinistra si crede generoso perché le sue mete sono confuse.
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Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell’amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.
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Tutte le dimostrazioni deludono, come tutti i sogni realizzati. L’incertezza è il clima dell’anima.
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L’adesione al comunismo è il rito che permette all’intellettuale borghese di esorcizzare la sua cattiva coscienza senza abiurare il suo essere borghese.
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Il mondo odierno accoglie qualsiasi novità con tanta generosa tolleranza che in pochi istanti la banalizza.
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Ogni vita è un esperimento fallito.
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Ogni verità è un rischio che ci pare valga la pena di correre.
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La lucidità della coscienza è privilegio di coloro che sono privi della stoltezza necessaria alle convinzioni dominanti.
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Finiamo sempre col vergognarci di aver condiviso un entusiasmo collettivo.
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Ogni religione altrui oscilla tra il ridicolo e il diabolico.
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La tirannia più esecrabile è quella che adduce principi degni di rispetto.
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Riformare la società per mezzo di leggi è il sogno del cittadino incauto e il preambolo discreto di ogni tirannia
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La tirannia di un individuo è preferibile al dispotismo della legge, perché il tiranno è vulnerabile mentre la legge è incorporea.
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Dalla terribile approvazione degli imbecilli il destino protegge solo i difensori di cause perse.
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Se Dio non esiste tutto è permesso? No. Se Dio non esiste nulla ha importanza. I permessi sono risibili quando i significati si annullano.